La Corte Costituzionale si esprime sull'ammissibilità del referendum

11 gennaio 2017 In data odierna la Corte Costituzionale si è pronunciata sull'ammissibilità dei quesiti referendari promossi dalla Cgil in materia di licenziamento, lavoro accessorio (voucher) e responsabilità solidale negli appalti.Com'era prevedibile la Consulta si è espressa dichiarando ammissibili i quesiti sul lavoro accessorio e sulla solidarietà negli appalti, mentre è stato dichiarato ina...

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CGIL propone tre quesiti referendari

4 gennaio 2017 CGIL propone tre quesiti referendari. Il prossimo 11 gennaio la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla ammissibilità dei quesiti referendari (vedi sotto) proposti dalla CGIL al fine di abrogare le novità introdotte dal Governo Renzi in materia di licenziamento individuale, lavoro accessorio e responsabilità solidale negli appalti, e in verità anche per modificare la previgente n...

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La responsabilità professionale medica dalla legge Balduzzi al ddl Gelli

3 gennaio 2017 A seguito della fine del governo Renzi ha subito un inevitabile rallentamento l’esame del disegno di legge Gelli, n. 2224, sulla responsabilità professionale dei sanitari che, approvato alla fine di gennaio 2016 alla camera dei Deputati, sembrava di prossima approvazione al Senato.Per quanto concerne i contenuti del ddl rimandiamo alla nota apparsa sul sito dell’Aris lo scorso 21 d...

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Assenze a "macchia di leopardo" e licenziamento per scarso rendimento

23 dicembre 2016 Il caso trae origine da una recente ordinanza del Tribunale di Roma (7 novembre 2016) con cui viene affrontato nuovamente il tema del licenziamento per scarso rendimento.Tale peculiare forma di recesso, come noto, è stata oggetto di altalenanti interpretazioni da parte dei giudici sia di legittimità sia di merito.Infatti (secondo un invero risalente orientamento giurisprudenziale...

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Approvata la legge di bilancio 2017

9 dicembre 2016 In data 7 dicembre 2016 il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2017, che sarà quindi pubblicata nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale.Mediante tale provvedimento, il legislatore ha confermato la propria volontà di incentivare il ricorso a forme di welfare aziendale, e ha altresì ampliato il campo d’applicazione della cd. detassazione dei premi di risulta...

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Riforma Fornero - Applicazione ratione temporis del “nuovo” art. 18 L. n. 300/70

30/11/2012

Uno dei dubbi interpretativi che ci si è posti all’indomani dell’entrata in vigore della legge Fornero, è se la nuova formulazione dell’art. 18 L. n. 300/70 (indennità risarcitoria in luogo della reintegra (più approfonditamente, cfr. http://www.studiocostantino.it/archivio-news/riforma-fornero/modifiche-allart-18-dello-statuto-dei-lavoratori) si applichi anche ai licenziamenti irrogati antecedentemente all’entrata in vigore della norma, ovverosia irrogati quando ancora era in vigore l’art. 18 nella sua vecchia formulazione.
In realtà, l’art. 1, commi 38 e 39 l. n. 92/12 si limita a prevedere che: “Al secondo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, la parola: "duecentosettanta" è sostituita dalla seguente: "centottanta". Il termine di cui all'articolo 6, secondo comma, primo periodo, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 38 del presente articolo, si applica in relazione ai licenziamenti intimati dopo la data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto, la norma prevede espressamente che la riduzione del termine da 270 a 180 giorni per il deposito perentorio del ricorso giudiziale, si applichi ai licenziamenti intimati dopo l’entrata in vigore della norma, mentre nulla in proposito prevede in tema di conseguenze di licenziamento illegittimo e quindi circa il momento dell’applicazione del nuovo articolo 18.
Sul punto, iniziano a farsi strada le prime pronunce giurisprudenziali che forniscono alcune indicazioni circa l’interpretazione della normativa.
In particolare, il Tribunale di Milano con ordinanza del 14 novembre u.s., ha affermato che il nuovo articolo 18 non si applica ai licenziamenti intimati prima della data di entrata in vigore della riforma Fornero (18 luglio 2012), anche se la controversia giudiziale è stata incardinata successivamente a tale data.
Il contenzioso prendeva origine da un licenziamento disciplinare intimato prima del 18 luglio 2012: nel resistere alle argomentazioni della controparte, il datore di lavoro aveva sostenuto che al dipendente dovesse applicarsi la normativa in vigore al momento della decisione e, dunque, riconoscere soltanto l’indennità risarcitoria dalle 12 e le 24 mensilità e non anche la reintegra.
Il Tribunale, nell’argomentare la propria decisione, ha sostenuto - diversamente - che le conseguenze da ricondurre all’illegittimità o nullità degli atti hanno natura sostanziale, e pertanto, ad essi si applica il principio “tempus regit actum”, secondo cui la norma ad essi applicabile è quella vigente nel momento in cui l’atto viene emanato.
Pertanto, nel caso in cui il legislatore avesse voluto far retroagire gli effetti del licenziamento intimato prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero, avrebbe dovuto emanare una norma apposita con effetti retroattivi.
Dal momento che non è stato previsto espressamente che la nuova formulazione dell’art. 18 si applichi anche a tutti il licenziamenti irrogati prima dell’entrata in vigore dell’art. 1, l. n. 92/12, trova applicazione il principio generale di irretroattività della legge (art. 11 disp. att. c.c.) e, pertanto, ai licenziamenti intimati prima della riforma (sebbene impugnati dopo) deve applicarsi l’articolo 18 nella sua vecchia formulazione.
Questa, dunque, la prima pronuncia giurisprudenziale in tema di applicazione temporale della riforma Fornero, che - sebbene dotata di una sua logica e coerenza normativa - non si esclude possa essere suscettibile di diversa interpretazione da parte di altri giudici.

 

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