La reiterazione del periodo di prova

23 gennaio 2015 In materia di patto di prova, disciplinato dall’art. 2096 c.c. ed apposto al contratto di lavoro al fine di tutelare l’interesse di entrambe le parti contrattuali a sperimentare la reciproca convenienza al contratto, la Suprema Corte di Cassazione è sempre stata prevalentemente orientata ad affermare che “deve ritenersi illegittimamente apposto un patto che non sia funzionale alla...

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Dimissioni della lavoratrice madre/lavoratore padre - obbligo di preavviso

14 gennaio 2015 Pubblichiamo di seguito l'articolo apparso sulla rivista Diritto & Pratica del Lavoro n° 47-48/2014: "Dimissioni della lavoratrice madre/lavoratore padre - obbligo di preavviso" (redatto dal dott. Alfredo Casotti), relativo alla risposta ad interpello n° 28 del 7 novembre 2014 del Ministero del Lavoro.   Dimissioni della lavoratice madre/lavoratore padre - obbligo di pr...

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Contratto a termine: limite quantitativo anche nella contrattazione di prossimità

8 gennaio 2015 Pubblichiamo di seguito l'articolo apparso sulla rivista Guida al Lavoro n° 48 del 12 dicembre: "Contratto a termine: limite quantitativo anche nella contrattazione di prossimità" (redattore dott. Antonio Carlo Scacco), relativo alla risposta a interpello n° 30 del 2 dicembre 2014 del Ministero del Lavoro.   Contratto a termine: limite quantitativo anche nella contrattazione...

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No al preavviso per le dimissioni presentate fino all'anno del bambino

Pubblichiamo di seguito l'articolo apparso sulla rivista Guida al Lavoro n° 45 del 21 novembre: "No al preavviso per le dimissioni presentate fino all'anno del bambino" (redattrice dottoressa Rossella Schiavone), relativo alla risposta a interpello n° 28 del 7 novembre 2014 del Ministero del Lavoro. No al preavviso per le dimissioni presentate fino all'anno del bambino

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Accordo per la gestione del personale addetto alle terapie domiciliari

20/6/2014 Pubblichiamo copia dell’accordo sindacale stipulato il 19 giugno u.s. presso il Centro di Cure Palliative Fondazione Roma (Hospice, SLA, Alzheimer) per la disciplina dell’orario di lavoro degli operatori addetti al servizio domiciliare.Tale accordo rappresenta un esempio di come la contrattazione collettiva possa realizzare un efficace e proficuo contemperamento dei diritti dei lavorato...

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Riforma Fornero - Applicazione ratione temporis del “nuovo” art. 18 L. n. 300/70

30/11/2012

Uno dei dubbi interpretativi che ci si è posti all’indomani dell’entrata in vigore della legge Fornero, è se la nuova formulazione dell’art. 18 L. n. 300/70 (indennità risarcitoria in luogo della reintegra (più approfonditamente, cfr. http://www.studiocostantino.it/archivio-news/riforma-fornero/modifiche-allart-18-dello-statuto-dei-lavoratori) si applichi anche ai licenziamenti irrogati antecedentemente all’entrata in vigore della norma, ovverosia irrogati quando ancora era in vigore l’art. 18 nella sua vecchia formulazione.
In realtà, l’art. 1, commi 38 e 39 l. n. 92/12 si limita a prevedere che: “Al secondo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, la parola: "duecentosettanta" è sostituita dalla seguente: "centottanta". Il termine di cui all'articolo 6, secondo comma, primo periodo, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 38 del presente articolo, si applica in relazione ai licenziamenti intimati dopo la data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto, la norma prevede espressamente che la riduzione del termine da 270 a 180 giorni per il deposito perentorio del ricorso giudiziale, si applichi ai licenziamenti intimati dopo l’entrata in vigore della norma, mentre nulla in proposito prevede in tema di conseguenze di licenziamento illegittimo e quindi circa il momento dell’applicazione del nuovo articolo 18.
Sul punto, iniziano a farsi strada le prime pronunce giurisprudenziali che forniscono alcune indicazioni circa l’interpretazione della normativa.
In particolare, il Tribunale di Milano con ordinanza del 14 novembre u.s., ha affermato che il nuovo articolo 18 non si applica ai licenziamenti intimati prima della data di entrata in vigore della riforma Fornero (18 luglio 2012), anche se la controversia giudiziale è stata incardinata successivamente a tale data.
Il contenzioso prendeva origine da un licenziamento disciplinare intimato prima del 18 luglio 2012: nel resistere alle argomentazioni della controparte, il datore di lavoro aveva sostenuto che al dipendente dovesse applicarsi la normativa in vigore al momento della decisione e, dunque, riconoscere soltanto l’indennità risarcitoria dalle 12 e le 24 mensilità e non anche la reintegra.
Il Tribunale, nell’argomentare la propria decisione, ha sostenuto - diversamente - che le conseguenze da ricondurre all’illegittimità o nullità degli atti hanno natura sostanziale, e pertanto, ad essi si applica il principio “tempus regit actum”, secondo cui la norma ad essi applicabile è quella vigente nel momento in cui l’atto viene emanato.
Pertanto, nel caso in cui il legislatore avesse voluto far retroagire gli effetti del licenziamento intimato prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero, avrebbe dovuto emanare una norma apposita con effetti retroattivi.
Dal momento che non è stato previsto espressamente che la nuova formulazione dell’art. 18 si applichi anche a tutti il licenziamenti irrogati prima dell’entrata in vigore dell’art. 1, l. n. 92/12, trova applicazione il principio generale di irretroattività della legge (art. 11 disp. att. c.c.) e, pertanto, ai licenziamenti intimati prima della riforma (sebbene impugnati dopo) deve applicarsi l’articolo 18 nella sua vecchia formulazione.
Questa, dunque, la prima pronuncia giurisprudenziale in tema di applicazione temporale della riforma Fornero, che - sebbene dotata di una sua logica e coerenza normativa - non si esclude possa essere suscettibile di diversa interpretazione da parte di altri giudici.

 

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