Tutela della salute e rifiuto della prestazione lavorativa

5 febbraio 2016   Come noto, nei contratti a prestazioni corrispettive, l’inadempimento di uno dei contraenti legittima l’altro a non effettuare la propria prestazione.In relazione a quanto sopra, pertanto – in ambito giuslavoristico – la mancata prestazione lavorativa del dipendente consente al datore di lavoro di non retribuirlo per la prestazione non resa, oltre alla possibilità di proce...

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Incontri conclusivi del percorso formativo sul Jobs Act

1 febbraio 2016   Pubblichiamo on line le slides degli incontri organizzati dall’Aris a Roma e Milano il 28 ed il 29 gennaio u.s. nell’ambito del percorso formativo riguardante la Riforma del mercato del lavoro, ai quali hanno partecipato, rispettivamente, 32 e 42 operatori del settore.Gli incontri, programmati al fine di concludere l’esame delle novità introdotte dal Jobs Act, sono stati a...

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La legge di Stabilità rilancia il welfare aziendale (ed il ruolo dei sindacati)

29 gennaio 2016   Le novità in materia di welfare aziendale, introdotte dalla cd. Legge di Stabilità 2016 (l. n. 208/15), sembrano rispondere all’esigenza (manifestata da più fronti) di favorire il rilancio della contrattazione collettiva (di ogni livello), arenata da anni a causa della difficoltà per le parti sociali di trovare soluzioni condivise in grado di garantire, da un lato, retribu...

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Comunicato congiunto

27 gennaio 2016   Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto diffuso da ARIS e CIMOP all'esito dell'incontro sindacale del 27 gennaio 2016 durante il quale è stato aperto il tavolo negoziale per il rinnovo del ccnl relativo al personale medico.                              &nbs...

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Termini per impugnare il licenziamento. Non ci sono differenze per i dirigenti medici

26 gennaio 2016   La Corte di Cassazione, di recente, si è espressa in materia di corretta individuazione del termine per impugnare il licenziamento così come disciplinato dall’art. 6 della legge 604/66 e s.m.i.La citata disposizione legislativa prevede che il licenziamento debba essere impugnato, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione e che la relativa...

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Prescrizione dei crediti di lavoro alla luce della riforma Fornero e del Jobs Act

  19 gennaio 2016   La disciplina della prescrizione dei crediti di lavoro (con riferimento allo specifico profilo della decorrenza) - già oggetto della precedente nota del 20 febbraio 2003 - risulta di rinnovato interesse alla luce del dibattito dottrinario e giurisprudenziale sviluppatosi a seguito della complessa opera di revisione normativa apportata al regime delle tutele di cui ...

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Detassazione della retribuzione di produttività per il 2016

15 gennaio 2016   La Legge di Stabilità 2016 (l. 208/2015) ha reintrodotto, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, la c.d. detassazione dei premi di produttività previsti dalla contrattazione di secondo livello, rinviando tuttavia ad un prossimo decreto ministeriale la concreta regolamentazione dell’istituto, il quale, come noto, è stato per la prima volta previsto dal d.l. 93/2008 e successiv...

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Consiglia

Riforma Fornero - Applicazione ratione temporis del “nuovo” art. 18 L. n. 300/70

30/11/2012

Uno dei dubbi interpretativi che ci si è posti all’indomani dell’entrata in vigore della legge Fornero, è se la nuova formulazione dell’art. 18 L. n. 300/70 (indennità risarcitoria in luogo della reintegra (più approfonditamente, cfr. http://www.studiocostantino.it/archivio-news/riforma-fornero/modifiche-allart-18-dello-statuto-dei-lavoratori) si applichi anche ai licenziamenti irrogati antecedentemente all’entrata in vigore della norma, ovverosia irrogati quando ancora era in vigore l’art. 18 nella sua vecchia formulazione.
In realtà, l’art. 1, commi 38 e 39 l. n. 92/12 si limita a prevedere che: “Al secondo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, la parola: "duecentosettanta" è sostituita dalla seguente: "centottanta". Il termine di cui all'articolo 6, secondo comma, primo periodo, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 38 del presente articolo, si applica in relazione ai licenziamenti intimati dopo la data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto, la norma prevede espressamente che la riduzione del termine da 270 a 180 giorni per il deposito perentorio del ricorso giudiziale, si applichi ai licenziamenti intimati dopo l’entrata in vigore della norma, mentre nulla in proposito prevede in tema di conseguenze di licenziamento illegittimo e quindi circa il momento dell’applicazione del nuovo articolo 18.
Sul punto, iniziano a farsi strada le prime pronunce giurisprudenziali che forniscono alcune indicazioni circa l’interpretazione della normativa.
In particolare, il Tribunale di Milano con ordinanza del 14 novembre u.s., ha affermato che il nuovo articolo 18 non si applica ai licenziamenti intimati prima della data di entrata in vigore della riforma Fornero (18 luglio 2012), anche se la controversia giudiziale è stata incardinata successivamente a tale data.
Il contenzioso prendeva origine da un licenziamento disciplinare intimato prima del 18 luglio 2012: nel resistere alle argomentazioni della controparte, il datore di lavoro aveva sostenuto che al dipendente dovesse applicarsi la normativa in vigore al momento della decisione e, dunque, riconoscere soltanto l’indennità risarcitoria dalle 12 e le 24 mensilità e non anche la reintegra.
Il Tribunale, nell’argomentare la propria decisione, ha sostenuto - diversamente - che le conseguenze da ricondurre all’illegittimità o nullità degli atti hanno natura sostanziale, e pertanto, ad essi si applica il principio “tempus regit actum”, secondo cui la norma ad essi applicabile è quella vigente nel momento in cui l’atto viene emanato.
Pertanto, nel caso in cui il legislatore avesse voluto far retroagire gli effetti del licenziamento intimato prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero, avrebbe dovuto emanare una norma apposita con effetti retroattivi.
Dal momento che non è stato previsto espressamente che la nuova formulazione dell’art. 18 si applichi anche a tutti il licenziamenti irrogati prima dell’entrata in vigore dell’art. 1, l. n. 92/12, trova applicazione il principio generale di irretroattività della legge (art. 11 disp. att. c.c.) e, pertanto, ai licenziamenti intimati prima della riforma (sebbene impugnati dopo) deve applicarsi l’articolo 18 nella sua vecchia formulazione.
Questa, dunque, la prima pronuncia giurisprudenziale in tema di applicazione temporale della riforma Fornero, che - sebbene dotata di una sua logica e coerenza normativa - non si esclude possa essere suscettibile di diversa interpretazione da parte di altri giudici.

 

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