Prime pronunzie di merito sul licenziamento per eccessiva morbilità dopo la sentenza della Corte di Cassazione n. 18678/2014

29 luglio 2015 Lo scorso 19 settembre 2014 è stato pubblicato un commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 18678 del 4 settembre 2014, la quale aveva suscitato un certo clamore per aver accertato la legittimità del licenziamento comminato ad un lavoratore per eccessiva morbilità, ovvero per aver compiuto numerose assenze dal lavoro seppure senza superare il periodo di comporto contrattu...

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Jobs Act e riordino dei contratti: il lavoro a tempo parziale.

24 luglio 2015 Nell’ambito della delega finalizzata al riordino dei contratti di lavoro vigenti, al fine di verificarne l’attualità e renderli maggiormente aderenti alle mutate esigenze del contesto occupazionale e produttivo, il Governo – con il d.lgs. n. 81/15 – ha proceduto, altresì, alla rivisitazione della disciplina del lavoro part time.Abrogato il d.lgs. n. 61/00, che per anni ha rappresen...

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Rafforzate le tutele per la maternità e la paternità con il decreto n. 80/2015”.

14 luglio 2015 E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2015 il decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, che prevede “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”; il provvedimento (entrato in vigore lo scorso 25 giugno) interviene soprattutto sul Testo Unico contenente disposizioni per la tutela della maternità e paternità (d.lgs. n.151/2...

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Giornata formativa del 9 luglio 2015: Esonero contributivo e riordino dei contratti di lavoro

9 luglio 2015 Nella giornata di oggi, presso il Circolo dell’Antico Tiro a Volo di Roma, si è svolto il corso di formazione organizzato dallo Studio Costantino & partners sui temi dell’esonero contributivo e del riordino delle tipologie contrattuali operato dal d.lgs. 81/2015.In particolare, oltre alla disciplina dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2015, è stata esamin...

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La Consulta dichiara illegittimo (per il futuro) il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici

30 giugno 2015 La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità delle norme che avevano introdotto (e successivamente prorogato) il blocco degli stipendi per i dipendenti della pubblica amministrazione, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale sopravvenuta” del predetto regime, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza.Con d.l. 28/2010 (conv. in l. 122/10) era stato...

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Reinternalizzazione dei servizi sanitari

Pubblichiamo il testo dell’accordo che è stato sottoscritto il 25 maggio presso l’Istituto di Riabilitazione dei Padri Passionisti “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi (Arezzo).L’accordo – che comporterà l’assunzione di 75 lavoratori fino a ieri alle dipendenze di una Cooperativa – introduce importanti deroghe al ccnl, confermando nel contempo l’assunzione in capo all’Istituto di ogni onere ...

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Non si rifugga da un accordo sui tempi di vestizione

18 maggio 2015   Due sentenze della Cassazione del gennaio scorso confermano l’orientamento che la Suprema Corte ha assunto negli ultimi anni in materia di “tempo tuta”.Il principio ormai pacifico – ribadito nelle sentenze di cui sopra (692/2015 e 801/2015) – è il seguente: se il datore di lavoro impone al lavoratore di indossare abiti specifici durante la prestazione lavorativa, il tempo n...

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Riforma Fornero - Applicazione ratione temporis del “nuovo” art. 18 L. n. 300/70

30/11/2012

Uno dei dubbi interpretativi che ci si è posti all’indomani dell’entrata in vigore della legge Fornero, è se la nuova formulazione dell’art. 18 L. n. 300/70 (indennità risarcitoria in luogo della reintegra (più approfonditamente, cfr. http://www.studiocostantino.it/archivio-news/riforma-fornero/modifiche-allart-18-dello-statuto-dei-lavoratori) si applichi anche ai licenziamenti irrogati antecedentemente all’entrata in vigore della norma, ovverosia irrogati quando ancora era in vigore l’art. 18 nella sua vecchia formulazione.
In realtà, l’art. 1, commi 38 e 39 l. n. 92/12 si limita a prevedere che: “Al secondo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, la parola: "duecentosettanta" è sostituita dalla seguente: "centottanta". Il termine di cui all'articolo 6, secondo comma, primo periodo, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 38 del presente articolo, si applica in relazione ai licenziamenti intimati dopo la data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto, la norma prevede espressamente che la riduzione del termine da 270 a 180 giorni per il deposito perentorio del ricorso giudiziale, si applichi ai licenziamenti intimati dopo l’entrata in vigore della norma, mentre nulla in proposito prevede in tema di conseguenze di licenziamento illegittimo e quindi circa il momento dell’applicazione del nuovo articolo 18.
Sul punto, iniziano a farsi strada le prime pronunce giurisprudenziali che forniscono alcune indicazioni circa l’interpretazione della normativa.
In particolare, il Tribunale di Milano con ordinanza del 14 novembre u.s., ha affermato che il nuovo articolo 18 non si applica ai licenziamenti intimati prima della data di entrata in vigore della riforma Fornero (18 luglio 2012), anche se la controversia giudiziale è stata incardinata successivamente a tale data.
Il contenzioso prendeva origine da un licenziamento disciplinare intimato prima del 18 luglio 2012: nel resistere alle argomentazioni della controparte, il datore di lavoro aveva sostenuto che al dipendente dovesse applicarsi la normativa in vigore al momento della decisione e, dunque, riconoscere soltanto l’indennità risarcitoria dalle 12 e le 24 mensilità e non anche la reintegra.
Il Tribunale, nell’argomentare la propria decisione, ha sostenuto - diversamente - che le conseguenze da ricondurre all’illegittimità o nullità degli atti hanno natura sostanziale, e pertanto, ad essi si applica il principio “tempus regit actum”, secondo cui la norma ad essi applicabile è quella vigente nel momento in cui l’atto viene emanato.
Pertanto, nel caso in cui il legislatore avesse voluto far retroagire gli effetti del licenziamento intimato prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero, avrebbe dovuto emanare una norma apposita con effetti retroattivi.
Dal momento che non è stato previsto espressamente che la nuova formulazione dell’art. 18 si applichi anche a tutti il licenziamenti irrogati prima dell’entrata in vigore dell’art. 1, l. n. 92/12, trova applicazione il principio generale di irretroattività della legge (art. 11 disp. att. c.c.) e, pertanto, ai licenziamenti intimati prima della riforma (sebbene impugnati dopo) deve applicarsi l’articolo 18 nella sua vecchia formulazione.
Questa, dunque, la prima pronuncia giurisprudenziale in tema di applicazione temporale della riforma Fornero, che - sebbene dotata di una sua logica e coerenza normativa - non si esclude possa essere suscettibile di diversa interpretazione da parte di altri giudici.

 

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