Proposto un nuovo modello per la contrattazione collettiva da parte delle confederazioni sindacali

12 febbraio 2016   In un momento storico di grandi riforme in ambito di diritto del lavoro, CGIL CISL e UIL propongono, congiuntamente, un diverso assetto del sistema delle relazioni industriali che - oltre ad essere sicuramente innovativo (per il sol fatto di provenire direttamente da tali associazioni) - ha suscitato molteplici commenti, piuttosto in contrasto tra di loro.La novità più ri...

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I contratti collettivi salvano la ricerca

11 febbraio 2016   Pubblichiamo on line l'articolo dell'avvocato Giovanni Costantino apparso sul settimanale "Il Sole 24 ore - Sanità", relativo alla sottoscrizione del primo accordo nazionale sulla disciplina dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa tra ricercatori, Irccs di diritto privato ed Istituti Sanitari privati.   "sezione pareri pubblici e ne...

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Nuove procedure per le dimissioni a seguito del D.M. del 15 dicembre 2015

9 febbraio 2016 Nella Gazzetta Ufficiale n. 7 dell’11 gennaio 2016 è stato pubblicato il D.M. del 15 dicembre 2015 contenente le modalità di comunicazione delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a seguito del d.lgs. 151/2015.A partire dal 12 marzo 2016, pertanto, le dimissioni e le risoluzioni consensuali dovranno essere necessariamente presentate con le modalità d...

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Percorso formativo 2015

9 febbraio 2016 A pochi giorni dalla conclusione del percorso formativo 2015 organizzato dallo studio Costantino & partners, riproponiamo alcune delle immagini scattate in occasione degli incontri che hanno riguardato le importanti riforme intervenute nel mercato del lavoro nel corso di quest’anno. Giornata formativa dell'11 marzo 2015 presso la sede del Circolo Antico Tiro a Volo di Roma ...

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Tutela della salute e rifiuto della prestazione lavorativa

5 febbraio 2016   Come noto, nei contratti a prestazioni corrispettive, l’inadempimento di uno dei contraenti legittima l’altro a non effettuare la propria prestazione.In relazione a quanto sopra, pertanto – in ambito giuslavoristico – la mancata prestazione lavorativa del dipendente consente al datore di lavoro di non retribuirlo per la prestazione non resa, oltre alla possibilità di proce...

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Incontri conclusivi del percorso formativo sul Jobs Act

1 febbraio 2016   Pubblichiamo on line le slides degli incontri organizzati dall’Aris a Roma e Milano il 28 ed il 29 gennaio u.s. nell’ambito del percorso formativo riguardante la Riforma del mercato del lavoro, ai quali hanno partecipato, rispettivamente, 32 e 42 operatori del settore.Gli incontri, programmati al fine di concludere l’esame delle novità introdotte dal Jobs Act, sono stati a...

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La legge di Stabilità rilancia il welfare aziendale (ed il ruolo dei sindacati)

29 gennaio 2016   Le novità in materia di welfare aziendale, introdotte dalla cd. Legge di Stabilità 2016 (l. n. 208/15), sembrano rispondere all’esigenza (manifestata da più fronti) di favorire il rilancio della contrattazione collettiva (di ogni livello), arenata da anni a causa della difficoltà per le parti sociali di trovare soluzioni condivise in grado di garantire, da un lato, retribu...

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Comunicato congiunto

27 gennaio 2016   Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto diffuso da ARIS e CIMOP all'esito dell'incontro sindacale del 27 gennaio 2016 durante il quale è stato aperto il tavolo negoziale per il rinnovo del ccnl relativo al personale medico.                              &nbs...

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Consiglia

Criteri di computo dei dipendenti a tempo determinato

20/12/2013

L’art. 12, 1° comma, l. n. 97 del 6 agosto 2013 (cd. Legge Comunitaria) ha riformato l’art. 8 del D.Lgs. 368/2001, la norma che disciplina i criteri di computo dei lavoratori con contratto a tempo determinato ai fini dell’applicabilità dei diritti sindacali di cui al Titolo III dello Statuto dei Lavoratori (costituzione della R.S.A., diritto di assemblea, diritto di affissione, referendum, trasferimento di dirigenti sindacali, ecc.).
La nuova formulazione dell’art. 8 del predetto decreto legislativo prevede che: “I limiti prescritti dal primo e dal secondo comma dell'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, per il computo dei dipendenti si basano sul numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell'effettiva durata dei loro rapporti di lavoro” (diversamente, la precedente versione della norma prevedeva che: “Ai fini di cui all'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i lavoratori con contratto a tempo determinato sono computabili ove il contratto abbia durata superiore a nove mesi”).
L’art. 12, 3° comma, l. n. 97/13, prevede altresì che “in sede di prima applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, il computo dei dipendenti a tempo determinato ai sensi dei medesimi commi è effettuato alla data del 31 dicembre 2013, con riferimento al biennio antecedente a tale data”.
Pertanto, i datori di lavoro che occupano un numero di dipendenti che non supera nettamente i 15 dipendenti saranno onerati di effettuare alla data del 31 dicembre 2013 il calcolo per verificare l’applicabilità dei diritti sindacali di cui all’art. 35 l. n. 300/7, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
A seguito dell’istanza di interpello del 19 novembre 2013 formulata dalla Confindustria, il Ministero del Lavoro ha chiarito quale sia il metodo di calcolo utile per il computo dei rapporti di lavoro a tempo determinato specificando come occorra effettuare la somma di tutti i periodi di rapporto di lavoro a tempo determinato che sono stati svolti in favore del datore di lavoro negli ultimi due anni e, successivamente, dividere per 24 il risultato ottenuto.
Così, ad esempio se il datore di lavoro ha impiegato negli ultimi due anni 2 lavoratori a tempo determinato, il primo per 8 mesi e il secondo per 24 mesi, occorrerà sommare la durata di ciascun rapporto (8 mesi + 24 mesi = 32 mesi) e poi dividere tale risultato per 24 mesi (32 : 24 = 1,33). Ne discende che il numero medio mensile dei lavoratori subordinati impiegati nell’arco di 24 mesi è pari (arrotondando la cifra ottenuta per difetto) ad una unità lavorativa. Ove il risultato ottenuto fosse stato compreso tra 0,51 e 0,99 l’arrotondamento sarebbe stato effettuato per eccesso, calcolando un’unità lavorativa in più.
Nell’affermare quanto sopra, il Ministero ha altresì specificato che tale criterio di computo ai fini dimensionali si applica anche in tema di informazione e consultazione dei lavoratori (art. 12, d.lgs. n. 25/2007) nonchè di costituzione dei Comitati Aziendali Europei, c.d. CAE (art. 2, 2° comma, d.lgs. n. 113/12).
E’ opportuno specificare che le regole per il computo dei lavoratori con contratto a termine stabilite dall’art. 8 del D.Lgs. 368/2001 - anche secondo quanto chiarito dalla giurisprudenza di merito (cfr. Trib. Foggia, 8 gennaio 2007) - non operano per il computo dei requisiti dimensionali aziendali ai fini dell’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (norma che rientra nel Titolo II dello Statuto tra quelle relative alla libertà sindacale).
In proposito, difatti, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che per il calcolo complessivo dei dipendenti necessari a individuare il campo di applicazione dell'articolo 18, legge n. 300/1970, deve farsi riferimento al c.d. criterio della normale occupazione, ossia devono essere computati i lavoratori a termine che rientrano nel normale organico aziendale, vale a dire nel normale fabbisogno di manodopera, con esclusione di quelli che sono stati assunti per sopperire ad esigenze del tutto momentanee ed eccezionali (ad esempio, i lavoratori assunti in sostituzione) ovvero per essere adibiti a mansioni non rientranti nella normale attività dell'impresa (ex plurimis, Cass. n. 22396/2012; Cass. n. 609/ 2000; Cass. n. 7448/1988).

 

sezione "pareri pubblici e news - rapporti a tempo determinato"

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