Misure cautelari ed immediatezza della contestazione

23 settembre 2016 Nell'ambito della gestione del rapporto di lavoro, può accadere che il datore di lavoro venga a conoscenza dell'avvio di indagini penali nei confronti del proprio dipendente per fatti lavorativi o extralavorativi, senza tuttavia avere piena contezza dei comportamenti concretamente posti in essere dal lavoratore.In questi casi, il datore è combattuto tra la volontà di intervenire...

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On-line l'accordo sindacale del 16 settembre presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione di Sanremo.

  Il testo pubblicato è l'ultimo di tre accordi con i quali le parti hanno regolamentato il passaggio dal ccnl Uneba al ccnl Aris.   Verbale di accordo sindacale   sezione "contratti di secondo livello"

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L’orario di lavoro dei medici specializzandi secondo il parere del Ministero della Salute.

9 settembre 2016   Pubblichiamo  il contributo dell'avvocato Giovanni Costantino apparso sulla rivista Aris Sanità n. 2 di giugno 2016. L’articolo esamina il parere recentemente fornito dal Ministero della Salute in merito alla disciplina dell’orario di lavoro dei medici specializzandi.   L'orario di lavoro dei medici specializzandi secondo il parere de Ministero della Salute ...

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On line la procedura per il deposito degli accordi in materia di detassazione

18 maggio 2016 Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2016, è finalmente entrato in vigore il decreto interministeriale del 25 marzo 2016, con il quale è stata regolamentata la c.d. detassazione delle retribuzioni incentivanti previste dalla contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale).Il predetto decreto - come già evidenziato con precedente news – ha ...

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Erogazione in ratei di tredicesima e premio di incentivazione

21/03/2016 Il 19 marzo 2016 è stato sottoscritto un interessante accordo sindacale presso l'ANMIC di Crotone. Si evidenzia la grande collaborazione tra Associazione e Sindacati, che hanno accolto la proposta del datore di lavoro di erogare in 12 ratei tanto la tredicesima mensilità che il premio di incentivazione.La richiesta è stata motivata dalla necessità di pianificare l'erogazione di cassa i...

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Consiglia

Criteri di computo dei dipendenti a tempo determinato

20/12/2013

L’art. 12, 1° comma, l. n. 97 del 6 agosto 2013 (cd. Legge Comunitaria) ha riformato l’art. 8 del D.Lgs. 368/2001, la norma che disciplina i criteri di computo dei lavoratori con contratto a tempo determinato ai fini dell’applicabilità dei diritti sindacali di cui al Titolo III dello Statuto dei Lavoratori (costituzione della R.S.A., diritto di assemblea, diritto di affissione, referendum, trasferimento di dirigenti sindacali, ecc.).
La nuova formulazione dell’art. 8 del predetto decreto legislativo prevede che: “I limiti prescritti dal primo e dal secondo comma dell'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, per il computo dei dipendenti si basano sul numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell'effettiva durata dei loro rapporti di lavoro” (diversamente, la precedente versione della norma prevedeva che: “Ai fini di cui all'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i lavoratori con contratto a tempo determinato sono computabili ove il contratto abbia durata superiore a nove mesi”).
L’art. 12, 3° comma, l. n. 97/13, prevede altresì che “in sede di prima applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, il computo dei dipendenti a tempo determinato ai sensi dei medesimi commi è effettuato alla data del 31 dicembre 2013, con riferimento al biennio antecedente a tale data”.
Pertanto, i datori di lavoro che occupano un numero di dipendenti che non supera nettamente i 15 dipendenti saranno onerati di effettuare alla data del 31 dicembre 2013 il calcolo per verificare l’applicabilità dei diritti sindacali di cui all’art. 35 l. n. 300/7, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
A seguito dell’istanza di interpello del 19 novembre 2013 formulata dalla Confindustria, il Ministero del Lavoro ha chiarito quale sia il metodo di calcolo utile per il computo dei rapporti di lavoro a tempo determinato specificando come occorra effettuare la somma di tutti i periodi di rapporto di lavoro a tempo determinato che sono stati svolti in favore del datore di lavoro negli ultimi due anni e, successivamente, dividere per 24 il risultato ottenuto.
Così, ad esempio se il datore di lavoro ha impiegato negli ultimi due anni 2 lavoratori a tempo determinato, il primo per 8 mesi e il secondo per 24 mesi, occorrerà sommare la durata di ciascun rapporto (8 mesi + 24 mesi = 32 mesi) e poi dividere tale risultato per 24 mesi (32 : 24 = 1,33). Ne discende che il numero medio mensile dei lavoratori subordinati impiegati nell’arco di 24 mesi è pari (arrotondando la cifra ottenuta per difetto) ad una unità lavorativa. Ove il risultato ottenuto fosse stato compreso tra 0,51 e 0,99 l’arrotondamento sarebbe stato effettuato per eccesso, calcolando un’unità lavorativa in più.
Nell’affermare quanto sopra, il Ministero ha altresì specificato che tale criterio di computo ai fini dimensionali si applica anche in tema di informazione e consultazione dei lavoratori (art. 12, d.lgs. n. 25/2007) nonchè di costituzione dei Comitati Aziendali Europei, c.d. CAE (art. 2, 2° comma, d.lgs. n. 113/12).
E’ opportuno specificare che le regole per il computo dei lavoratori con contratto a termine stabilite dall’art. 8 del D.Lgs. 368/2001 - anche secondo quanto chiarito dalla giurisprudenza di merito (cfr. Trib. Foggia, 8 gennaio 2007) - non operano per il computo dei requisiti dimensionali aziendali ai fini dell’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (norma che rientra nel Titolo II dello Statuto tra quelle relative alla libertà sindacale).
In proposito, difatti, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che per il calcolo complessivo dei dipendenti necessari a individuare il campo di applicazione dell'articolo 18, legge n. 300/1970, deve farsi riferimento al c.d. criterio della normale occupazione, ossia devono essere computati i lavoratori a termine che rientrano nel normale organico aziendale, vale a dire nel normale fabbisogno di manodopera, con esclusione di quelli che sono stati assunti per sopperire ad esigenze del tutto momentanee ed eccezionali (ad esempio, i lavoratori assunti in sostituzione) ovvero per essere adibiti a mansioni non rientranti nella normale attività dell'impresa (ex plurimis, Cass. n. 22396/2012; Cass. n. 609/ 2000; Cass. n. 7448/1988).

 

sezione "pareri pubblici e news - rapporti a tempo determinato"

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