Abbandono del posto di lavoro e giusta causa di recesso.

2 dicembre 2016 Con la sentenza n. 15441 del 26 luglio u.s. la Cassazione torna a porre nuovamente l’accento sugli elementi idonei a qualificare, ai fini della legittima risoluzione del rapporto, la condotta del dipendente che abbandona il proprio posto di lavoro.Secondo i giudici della Suprema Corte, difatti, a nulla rileverebbe l’effettiva durata dell’abbandono della postazione lavorativa, vene...

Continua a leggere...

Incontro formativo cisl fp Torino 29 novembre 2016

1 dicembre 2016 Pubblichiamo di seguito l'intervento dell'avv. Giovanni Costantino al secondo modulo del percorso formativo organizzato dalla CISL FP Piemonte sul tema: "I CCNL e la contrattazione del settore regole e tutele per i lavoratori". intervento 29 novembre 2016   sezione "appunti"

Continua a leggere...

Il contratto di lavoro a tempo determinato

14 novembre 2016 On line le slides relative al corso Aris del 10 novembre 2016 avente ad oggetto "Il contratto di lavoro a tempo determinato". "Il contratto di lavoro a tempo determinato"   sezione "appunti"

Continua a leggere...

Nullità del patto di prova e relative conseguenze

04 novembre 2016 La Corte di Cassazione, con la recente sentenza del 12 settembre 2016 n. 17921, ha emesso un’interessante pronunzia sulle conseguenze che possono derivare da un patto di prova nullo.In particolare, il caso sottoposto al vaglio dei giudici di legittimità, riguarda un licenziamento comminato per mancato superamento del periodo di prova ad un lavoratore cui erano state attribuite ma...

Continua a leggere...

Immutabilità della contestazione disciplinare

19 ottobre 2016 La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13580/2016 è nuovamente tornata su uno dei principi cardine che informano la disciplina del licenziamento disciplinare, ossia quello della immutabilità della contestazione dell’addebito ex art. 7 della l. 300/1970.Con tale pronuncia la Corte ribadisce come tale principio attenga unicamente alla relazione che necessariamente deve sussistere...

Continua a leggere...

Licenziamento per g.m.o. e criteri di scelta

30 settembre 2016 Con la recente sentenza del 20 settembre 2016, n. 18409, la Suprema Corte è intervenuta sul delicato tema del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, fornendo, anche per tale ipotesi, una chiara legittimazione dell’utilizzo di criteri di scelta improntati alle esigenze datoriali.Come noto, infatti, la legge n. 223/1991, nel disciplinare le procedure di licenziamento col...

Continua a leggere...

On-line l'accordo sindacale del 16 settembre presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione di Sanremo.

  Il testo pubblicato è l'ultimo di tre accordi con i quali le parti hanno regolamentato il passaggio dal ccnl Uneba al ccnl Aris.   Verbale di accordo sindacale   sezione "contratti di secondo livello"

Continua a leggere...

L’orario di lavoro dei medici specializzandi secondo il parere del Ministero della Salute.

9 settembre 2016   Pubblichiamo  il contributo dell'avvocato Giovanni Costantino apparso sulla rivista Aris Sanità n. 2 di giugno 2016. L’articolo esamina il parere recentemente fornito dal Ministero della Salute in merito alla disciplina dell’orario di lavoro dei medici specializzandi.   L'orario di lavoro dei medici specializzandi secondo il parere de Ministero della Salute ...

Continua a leggere...

On line la procedura per il deposito degli accordi in materia di detassazione

18 maggio 2016 Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2016, è finalmente entrato in vigore il decreto interministeriale del 25 marzo 2016, con il quale è stata regolamentata la c.d. detassazione delle retribuzioni incentivanti previste dalla contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale).Il predetto decreto - come già evidenziato con precedente news – ha ...

Continua a leggere...

Erogazione in ratei di tredicesima e premio di incentivazione

21/03/2016 Il 19 marzo 2016 è stato sottoscritto un interessante accordo sindacale presso l'ANMIC di Crotone. Si evidenzia la grande collaborazione tra Associazione e Sindacati, che hanno accolto la proposta del datore di lavoro di erogare in 12 ratei tanto la tredicesima mensilità che il premio di incentivazione.La richiesta è stata motivata dalla necessità di pianificare l'erogazione di cassa i...

Continua a leggere...

Consiglia

Criteri di computo dei dipendenti a tempo determinato

20/12/2013

L’art. 12, 1° comma, l. n. 97 del 6 agosto 2013 (cd. Legge Comunitaria) ha riformato l’art. 8 del D.Lgs. 368/2001, la norma che disciplina i criteri di computo dei lavoratori con contratto a tempo determinato ai fini dell’applicabilità dei diritti sindacali di cui al Titolo III dello Statuto dei Lavoratori (costituzione della R.S.A., diritto di assemblea, diritto di affissione, referendum, trasferimento di dirigenti sindacali, ecc.).
La nuova formulazione dell’art. 8 del predetto decreto legislativo prevede che: “I limiti prescritti dal primo e dal secondo comma dell'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, per il computo dei dipendenti si basano sul numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell'effettiva durata dei loro rapporti di lavoro” (diversamente, la precedente versione della norma prevedeva che: “Ai fini di cui all'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i lavoratori con contratto a tempo determinato sono computabili ove il contratto abbia durata superiore a nove mesi”).
L’art. 12, 3° comma, l. n. 97/13, prevede altresì che “in sede di prima applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, il computo dei dipendenti a tempo determinato ai sensi dei medesimi commi è effettuato alla data del 31 dicembre 2013, con riferimento al biennio antecedente a tale data”.
Pertanto, i datori di lavoro che occupano un numero di dipendenti che non supera nettamente i 15 dipendenti saranno onerati di effettuare alla data del 31 dicembre 2013 il calcolo per verificare l’applicabilità dei diritti sindacali di cui all’art. 35 l. n. 300/7, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
A seguito dell’istanza di interpello del 19 novembre 2013 formulata dalla Confindustria, il Ministero del Lavoro ha chiarito quale sia il metodo di calcolo utile per il computo dei rapporti di lavoro a tempo determinato specificando come occorra effettuare la somma di tutti i periodi di rapporto di lavoro a tempo determinato che sono stati svolti in favore del datore di lavoro negli ultimi due anni e, successivamente, dividere per 24 il risultato ottenuto.
Così, ad esempio se il datore di lavoro ha impiegato negli ultimi due anni 2 lavoratori a tempo determinato, il primo per 8 mesi e il secondo per 24 mesi, occorrerà sommare la durata di ciascun rapporto (8 mesi + 24 mesi = 32 mesi) e poi dividere tale risultato per 24 mesi (32 : 24 = 1,33). Ne discende che il numero medio mensile dei lavoratori subordinati impiegati nell’arco di 24 mesi è pari (arrotondando la cifra ottenuta per difetto) ad una unità lavorativa. Ove il risultato ottenuto fosse stato compreso tra 0,51 e 0,99 l’arrotondamento sarebbe stato effettuato per eccesso, calcolando un’unità lavorativa in più.
Nell’affermare quanto sopra, il Ministero ha altresì specificato che tale criterio di computo ai fini dimensionali si applica anche in tema di informazione e consultazione dei lavoratori (art. 12, d.lgs. n. 25/2007) nonchè di costituzione dei Comitati Aziendali Europei, c.d. CAE (art. 2, 2° comma, d.lgs. n. 113/12).
E’ opportuno specificare che le regole per il computo dei lavoratori con contratto a termine stabilite dall’art. 8 del D.Lgs. 368/2001 - anche secondo quanto chiarito dalla giurisprudenza di merito (cfr. Trib. Foggia, 8 gennaio 2007) - non operano per il computo dei requisiti dimensionali aziendali ai fini dell’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (norma che rientra nel Titolo II dello Statuto tra quelle relative alla libertà sindacale).
In proposito, difatti, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che per il calcolo complessivo dei dipendenti necessari a individuare il campo di applicazione dell'articolo 18, legge n. 300/1970, deve farsi riferimento al c.d. criterio della normale occupazione, ossia devono essere computati i lavoratori a termine che rientrano nel normale organico aziendale, vale a dire nel normale fabbisogno di manodopera, con esclusione di quelli che sono stati assunti per sopperire ad esigenze del tutto momentanee ed eccezionali (ad esempio, i lavoratori assunti in sostituzione) ovvero per essere adibiti a mansioni non rientranti nella normale attività dell'impresa (ex plurimis, Cass. n. 22396/2012; Cass. n. 609/ 2000; Cass. n. 7448/1988).

 

sezione "pareri pubblici e news - rapporti a tempo determinato"

pdf-iconversione stampabile